Un cortometraggio muto abbastanza metaforico, scritto e diretto tra ieri ed oggi, tra spiaggia, mare e panismo. Non sono un regista, neppure un fotografo, né uno sceneggiatore. Ho solamente voluto rappresentare delle recondite esperienze e sensazioni. Più che un lavoro grafico, è un lavoro sonoro. Registrato con una Nikon COOLPIX S8000.
lunedì 25 giugno 2012
giovedì 7 giugno 2012
Frammenti
La calura irrigava le rive,
gentili, che un'ombra di marea velava,
'sì che io non potei rasentar la rena
fino a che a carezzar la ripa
di conserva di raggi
il mio animo fu.
La brezza echeggiava,
lambiva le creste, sfavillanti,
senza disturbarle,
e disturbare le mie utopie inabissate,
convulse, ma imperturbabili.
Come me.
gentili, che un'ombra di marea velava,
'sì che io non potei rasentar la rena
fino a che a carezzar la ripa
di conserva di raggi
il mio animo fu.
La brezza echeggiava,
lambiva le creste, sfavillanti,
senza disturbarle,
e disturbare le mie utopie inabissate,
convulse, ma imperturbabili.
Come me.
sabato 2 giugno 2012
Silenzio
Pennellano l'attempato casolare
i riflessi verdeggianti delle steppe,
e il grano giacente sul fresco vivaio
batte dolcemente sul cemento macilento.
Cime bramose d'impassibile nevischio
intercorrono tra cirri caliginosi,
e confusa dall'imperturbabile brezza si riflette
sul bacino la loro policromia.
Ricerco le poche stelle alpine
per poi dissotterrarle,
'sì che i miei plumbei pensieri
possano trovare compagnia.
i riflessi verdeggianti delle steppe,
e il grano giacente sul fresco vivaio
batte dolcemente sul cemento macilento.
Cime bramose d'impassibile nevischio
intercorrono tra cirri caliginosi,
e confusa dall'imperturbabile brezza si riflette
sul bacino la loro policromia.
Ricerco le poche stelle alpine
per poi dissotterrarle,
'sì che i miei plumbei pensieri
possano trovare compagnia.
mercoledì 30 maggio 2012
L'amorfismo della bellezza razionale
Scrivere di bellezza è allontanarsi dal razionale, dall'essere saccente nell'imporre l'assenso alle proprie astrazioni. Discostarsi dal morale e dal canonico, ritrovarsi nell'etereo istante di coscienza e definirne l'essenza. La bellezza è, quindi, apprezzare la semplicità e la grandezza, sopratutto del consuetudinario che s'è soliti svilire; esserne annessi e insieme lontani ed emancipati dal tempo. È allontanasi dal dispiacere. È natura, secondo cui nulla è male. È amore, o disamore per qualcuno che non ha ancora scoperto il vero. Eppure chi sono io, che mi credo colmo d'umiltà, per affermare che quel che vedo sia parte del vero?
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